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Il logo è tratto dal rovescio di un denaro
d'argento, moneta romana coniata nel 97 d.C. sotto l'imperatore
Cocceio Nerva. Al centro è rappresentata una stretta di mano
nell'atto di sorreggere l'aquila imperiale, circondata dalla scritta
"Concordia Exercituum".
L'immagine è stata scelta come simbolo di una
unione che viene dal passato e che si vuole far rivivere attraverso
la ricostruzione dei nessi storici lungo il percorso della Via
Amerina.
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La Via Amerina
Nell’ambito dell’espansione romana, realizzata attraverso un
disegno viario che comprendeva percorsi di terra e d’acqua, la Via
Amerina costituiva una di quelle importanti vie di comunicazione
attraverso le quali Roma, per circa sette secoli, ebbe modo di
controllare tutto il bacino del Mediterraneo.
La strada, che prende il nome dell’antica città di Ameria,
punto di arrivo del primo tratto, venne realizzata, intorno alla
metà del III sec. a.C.
In quel periodo Roma affrontava uno dei momenti di maggiore
difficoltà: impegnata a difendere il dominio del mare
nostrum, minacciato da Cartagine, era costretta a consolidare il
proprio potere sulle popolazioni italiche, non sempre disponibili ad
essere sottomesse da una città più potente.
In tale contesto si inserisce la creazione della Via Amerina che
doveva costituire l’asse centrale del processo di occupazione del
territorio falisco, permettendo un rapido collegamento fra la sede
del potere romano e le zone già sotto controllo, fino in
Umbria.
La conquista nel 241 a.C. di Faleri Veteres,
capitale delle popolazioni falische, e la successiva fondazione
di Faleri Novi, in una zona pianeggiante e meglio
controllabile da Roma, costituì l’occasione per la
realizzazione della nuova via.
La strada, staccandosi dalla Cassia nei pressi della
Statio ad Vacanas (attuale valle di Baccano), collegava Roma
alla nuova colonia di Faleri, dove veniva a formare il decumanus
maximus, per poi proseguire, con andamento pressoché rettilineo
e parallelo al fiume Tevere che attraversava nei pressi di Orte.
Da qui raggiungeva poi l’antichissimo oppidum umbro di
Amelia. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia,
riferisce che secondo Catone la città fu fondata
novecentosessantatre anni prima della guerra contro Perseo, re di
Macedonia, combattuta fra il 171 ed il 168 a.C. In base a questa
notizia, il centro umbro dovrebbe risalire al 1134 a.C. Recenti
rinvenimenti archeologici, effettuati all’interno del centro
storico, sembrerebbero confermare una frequentazione del colle già
all’epoca del bronzo.
La Tabula Peutingeriana, un itinerario picto di
epoca medievale realizzato sulla base di un documento tardo
imperiale, elenca lungo la Via Amerina i centri di Nepe,
Faleros, Castellum Amerinum, Ameria,
Tuder, Vettona, Pirusio e Clusio
(Chiusi), dove la strada si riallacciava alla via Cassia.
Il tratto più importante fu, senz’altro, quello meridionale,
che collegava i territori di Veio, Faleri ed Amelia; notevole
interesse rivestì anche la sua prosecuzione che, attraverso Todi,
arrivava fino a Perugia, costituendo una valida alternativa alla via
Flaminia.
Con la fine dell’impero romano e la successiva crisi
economica e demografica, la via iniziò a perdere importanza;
tuttavia in epoca longobarda il suo tracciato servì come via di
comunicazione all’interno del “corridoio bizantino” che collegava
Roma con Ravenna.
L’ultima notizia sulla effettiva utilizzazione della via
Amerina risale al 1497, quando Cesare Borgia ne decretò la fine,
ordinando di distruggere il ponte sul Tevere nei pressi di
Orte. |
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Il sito è realizzato in base
all'accordo di programma per la valorizzazione della Via Amerina
promosso dalla Provincia di Terni con i Comuni di Amelia, Alviano,
Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Giove, Guardea, Lugnano in
Teverina, Montecastrilli, Montecchio e Penna in Teverina, la
Direzione Scolastica Regionale, le Sovrintendenze Archeologica e per
i Beni Culturali e Ambientali dell'Umbria.
È un centro di documentazione virtuale
e scambio di esperienze didattiche fra le scuole promotrici di
progetti specifici che operano nel territorio.
Fornisce una bibliografia generale, una
raccolta di lavori di ricerca e di studio ed il collegamento con i
siti più importanti che trattano il tema della Via Amerina.
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